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NEW YORK – Novartis acquista l’americana AveXis per 8,7 miliardi di dollari, in quella che è la prima scommessa del nuovo amministratore delegato Vasant Narasimhan, impegnato a rafforzare il portafoglio prodotti del gruppo. Novartis pagherà 218 dollari per ogni azione AveXis, con un premio dell’88% rispetto alla chiusura di venerdì. Un prezzo più elevato delle attese ma che, secondo gli analisti, ha senso visti i farmaci a cui AveXis sta lavorando e la crescente concorrenza nel mettere le mani su terapie innovative per malattie rare.

La società americana sta infatti sviluppando una nuova terapia genica per l’atrofia muscolare spinale che, secondo le attese, si dovrebbe rivelare un grande successo. Narasimhan stima infatti che la terapia potrebbe tradursi in potenziali vendite multimiliardarie. L’acquisizione mostra anche il crescente interesse di Novartis per la terapia genica, un tipo di trattamento che il colosso ha già usato nella lotta al cancro. Con AveXis ”guadagneremo l’accesso a un’altra piattaforma di terapia genica, che si va ad aggiungere a quella CAR-T per il cancro, per favorire la diffusione di terapie geniche in diverse aree” afferma Narasimhan.

Novartis ha lanciato lo scorso anno una innovativa terapia per la cura del cancro, conosciuta come CAR-T, che prevede l’estrazione di cellule sanguigne dal malato, una loro modifica per far si’ che attacchino in modo più forte le cellule cancerogene e un loro reinserimento nel paziente. Novartis può far fronte al prezzo salato dell’acquisizione grazie ai fondi disponibili dopo la vendita a Glaxo, per 13 miliardi, della quota nella joint venture dedicata ai prodotti di automedicazione e farmaci da banco.

Una cessione che offre a Novartis una maggiore flessibilità finanziaria per diversificare e ampliare la propria linea di prodotti. L’acquisizione dovrebbe essere finalizzata entro la fine dell’anno e dovrebbe tradursi in risultati positivi dal 2020. L’intesa infatti potrebbe pesare sull’utile operativo del 2018 e del 2019 visti gli importanti investimenti in ricerca e sviluppo. Dal 2020 e’ invece attesa una forte spinta all’utile operativo e all’utile per azione grazie alle forti vendite attese.

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