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Neurologia, il futuro è nelle reti ma Italia indietro

   Il futuro della cura delle malattie neurologiche, dall’ictus all’Alzheimer, è nelle reti fra specialisti, che però sono diffuse ‘a macchia di leopardo’. Lo ha spiegato il presidente della Sno, la Società dei neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi ospedalieri, Angelo Taborelli, a margine del meeting organizzato dalla Società a Grosseto.
    “Viviamo un momento particolare – spiega Taborelli -, sicuramente è percepita l’importanza di una specialità, della neurologia che si occupa di problemi che affliggono importanti fette della popolazione. L’unica cosa che non viene percepita secondo me è l’importanza che le varie specialità neurologiche hanno se sono raggruppate insieme. La nostra è una società che storicamente, ormai ha 60 anni, raggruppa le specialità di neurologia, neurochirurgia e neuroradiologia, e vedo che non sempre questa esigenza viene percepita”.
    La collaborazione tra diversi specialisti è ormai indispensabile. “Le famose reti di patologia, l’organizzazione dell’ictus in hub and spoke, è vincente. Sicuramente è difficile, in Italia questo avviene a macchia di leopardo”.
    Questo sarà uno dei temi principali del Congresso della Sno, che si terrà a Riccione dal 2 al 5 maggio. “E’ proprio questo che contraddistingue il nostro congresso – spiega Tabarelli -, sempre di più è impossibile curare una persona solo da un punto di vista, quello della specialità, ma bisogna collaborare con altre figure. Se fai un buon intervento chirurgico ma non hai la neuroriabilitazione il risultato cambia, per cui il nostro congresso si concentra su argomenti che interessano tutte e tre le discipline. Un esempio caratteristico è proprio quello sull’ictus, il trattamento interessa le tre discipline, soprattutto la neuroradiologia, che ora è diventata una delle più importanti perchè sempre di più si è visto che il trattamento dell’ictus necessita di tutte le figure professionali a partire dal radiologo interventista capace di disostruire i vasi chiusi. Ma non tutte le regioni sono attrezzate, e le figure che mancano sono proprio i neuroradiologi. 
   

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