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 Due i ricorsi ricevuti dai giudici europei di Lussemburgo per l’impugnazione dell’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam anziché a Milano: uno è dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue con la richiesta di annullare la decisione del Consiglio Ue; e l’altro del Comune di Milano davanti al Tribunale dell’Ue, anche in questo caso con la richiesta di annullamento della decisione del Consiglio. Si apprende dalla Corte di giustizia europea.

Gentiloni, ci proviamo ma non ci facciamo illusioni che sia facile

“Dobbiamo provarci, sapendo che l’Ema è importantissima, interessa la salute di tutti i cittadini. C’è stata la gara tra 27 Paesi, noi abbiamo fatto un figurone perché siamo arrivati primi e poi abbiamo perso il sorteggio ma poi è emerso che ci sono informazioni incomplete nel dossier di Amsterdam. Chiediamo alla Corte di Giustizia e poi al Parlamento Ue di valutare. La partita non è chiusa ma non dobbiamo farci illusioni che sia facile riaprirla perché ci sono state procedure seguite”, ha detto stamani Paolo Gentiloni.

Padoan, Milano merita assegnazione 

 “Milano è assolutamente pronta e ha il livello più elevato e possibile di offerta di servizi e accoglienza per una istituzione internazionale”. Lo dice il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan secondo cui “questa vicenda mostra che oggettivamente Milano merita l’assegnazione di Ema”. “Il governo – aggiunge – si sta muovendo insieme al Comune per vedere come si possa aprire uno spiraglio nell’ambito delle regole europee. In ogni caso è una soddisfazione per Milano dire ‘noi siamo pronti e altri non lo sono'”.

Commissario Ue, dibattito parte campagna elezioni 

La Commissione Ue “non è parte” del dibattito sull’Ema, che sembra essere “un dibattito molto vicino alla campagna elettorale italiana”: lo ha detto il commissario alla salute Vytenis Andriukaitis rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul ricorso presentato dall’Italia alla Corte Ue.

 

Maroni, sede non pronta è rischio per salute cittadini
“Sono preoccupato perché l’Agenzia del Farmaco è fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e sapere che da marzo la sede non sarà pronta significa mettere a rischio la salute di tutti i cittadini, non solo quelli di Amsterdam”. Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, commenta ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ la notizia secondo la quale Amsterdam non sarebbe pronta per accogliere la sede dell’Agenzia Europea del Farmaco. “Quando ci si accorge di aver fatto un errore, pur nel rispetto delle procedure, bisogna intervenire – osserva Maroni – . Può farlo il Parlamento Europeo e la Commissione. Bisognerebbe riprendere in mano il dossier; a novembre c’era il rischio che Amsterdam non fosse pronta ora c’è la certezza. Io non faccio tanto affidamento sulla Corte di Giustizia, perché le procedure sono state rispettate, quindi non c’è stato dolo. Serve far ricorso per porre la questione sul tappeto ma quello che è più importante è l’azione che il governo italiano deve fare. La questione è al 99% politica e all’%1 giurisdizionale”. 

Zaia, Italia deve essere intransigente,va data a Milano
“Condivido la posizione di Maroni in Lombardia, e spero che a livello nazionale ci sia assolutamente un fronte comune e un’intransigenza totale nei confronti di questa presa in giro dell’assegnazione dell’Ema a Amsterdam”. Lo dice il presidente del Veneto, Luca Zaia, commentando la vicenda dell’agenzia europea del farmaco. “Penso che Ema la si deva riconoscere alla Lombardia – ha aggiunto Zaia – Il dato di fatto è che, se gli olandesi non sono pronti, vuol dire che le carte portate non erano quelle che permettevano ad Amsterdam di avere l’assegnazione”. Quanto al ruolo della sanità veneta, Zaia ha concluso: “per noi è importantissimo perché, come si dice, ‘chi sta vicino al sole si abbronza’. Avere vicino un ente così importante come Ema significherebbe valorizzare ancora di più le nostre eccellenze sanitarie”.

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