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 Non tutta l’ansia viene per nuocere sul lavoro. Anzi, in certe circostanze stare un po’ ‘sulle spine’ può migliorare le performance. Lo evidenzia uno studio dell’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista Journal of Applied Psychology. I ricercatori hanno esaminato sia i fattori scatenanti dell’ansia sul posto di lavoro sia il suo rapporto con le prestazioni. “Se si ha troppa ansia e si è completamente consumati, questo farà deragliare le performance – evidenzia Julie McCarthy, coautrice della ricerca – d’altra parte, moderati livelli di ansia possono facilitare e guidare le prestazioni”. Ad esempio, può aiutare a concentrarsi e ad autoregolarsi sul proprio comportamento. In questo, coloro che partono motivati hanno una marcia in più: hanno infatti maggiori probabilità di sfruttare l’ansia come leva per concentrarsi sui loro compiti.
    Lo studio delinea anche molti dei fattori scatenanti dell’ansia sul posto di lavoro. I più importanti includono lavori che richiedono costante espressione o soppressione delle emozioni – come ad esempio “servire con un sorriso” – così come quelli con scadenze incombenti, costanti o frequenti cambiamenti organizzativi. Le politiche dell’ufficio e il controllo sul lavoro sono altri fattori importanti, come alcune caratteristiche personali, tra cui età, sesso e posizione lavorativa.
   

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